Un birraio artigianale controlla una vasca di fermentazione in un piccolo birrificio italiano, visto di spalle, concentrato sul suo lavoro.

Friuli e la birra artigianale: storia, stili e birrifici da conoscere

Abitiamo in Friuli Venezia Giulia, e una delle prime cose che ci ha sorpreso quando siamo arrivati qui è stata questa: la birra artigianale non era una novità per nessuno. Non era quella cosa “alternativa” che devi spiegare al barista. Era già lì, presente, con una storia alle spalle che molte altre regioni italiane non hanno.

Questo articolo è il nostro punto di partenza per raccontare la scena brassicola friulana. Non una lista esaustiva, ma una porta d’ingresso. I posti che conosciamo, le birre che abbiamo assaggiato, e qualche contesto per capire perché il Friuli è una delle regioni più interessanti d’Italia per chi ama la birra artigianale.

In breve, di cosa parliamo in questo articolo:

Perché il Friuli Venezia Giulia ha una cultura birraria radicata, non importata
Come è nata e cresciuta la scena brassicola friulana
Gli stili più rappresentativi della regione
I birrifici che conosciamo direttamente, con qualche consiglio su cosa ordinare
Come vivere la birra friulana oltre la bottiglia

Friuli: una regione di confine, con la birra nel DNA

Il Friuli Venezia Giulia confina con Slovenia e Austria. Non è un dettaglio geografico qualsiasi: per secoli, il dominio asburgico ha modellato abitudini, architettura e cultura alimentare di questa regione. La birra faceva parte di quel mondo. Non è arrivata con l’onda internazionale del craft beer degli anni Duemila: era già radicata, in una cultura che guarda verso nord e verso est.

Questa vicinanza si traduce, in termini brassicoli, in una preferenza storica per le lager, birre a bassa fermentazione, chiare e pulite al palato. Si traduce anche in un’attenzione alla qualità delle materie prime: molti produttori friulani lavorano con acqua di sorgente locale e ingredienti del territorio, con una cura che viene da lontano.

A partire dal 1859, quando Luigi Moretti fondò a Udine la sua fabbrica di birra, il Friuli aveva già capito da che parte stava. La Birra Moretti che tutti conoscono oggi nasce da qui. E da qui sono nati, decenni dopo, i birrifici artigianali che stanno costruendo qualcosa di completamente diverso.

Come è nata la scena brassicola friulana moderna

I primi birrifici artigianali friulani nascono alla fine degli anni Novanta, quando in Italia il craft beer era ancora una parola straniera. Antikorpo Brewing a Trieste nel 1999, Zahre Beer a Sauris tra il 1999 e il 2000, Praforte nel 2000: non erano esperimenti curiosi, erano risposte a un territorio che aveva già una sensibilità per la birra di qualità.

Un birrificio artigianale, per chi si avvicina al tema per la prima volta, è una realtà a piccola produzione che crea le proprie ricette, seleziona gli ingredienti e non segue le logiche industriali della produzione di massa.

Nel decennio successivo arriva una seconda ondata, con un cambio di mentalità decisivo. I nuovi birrifici non vogliono solo produrre buona birra: vogliono produrre birra friulana. Ingredienti locali, materie prime del territorio, dialogo con l’agricoltura regionale. Gjulia, a San Pietro al Natisone, produce il proprio orzo e lo trasforma in malto direttamente in azienda. Zago porta avanti la stessa filosofia con grande coerenza. È questo tipo di approccio che trasforma ogni bottiglia in un racconto preciso di luogo.

Gli stili di birra artigianale friulane che raccontano il territorio

La birra affumicata di Zahre Beer è probabilmente l’etichetta più rappresentativa della scena friulana. Si chiama semplicemente Affumicata, è in stile Rauch, una lager a bassa fermentazione con malto affumicato tipica della tradizione tedesca, ha un colore ambrato scuro e profuma di legno bruciato, malto tostato, ribes rosso. Al palato è rotonda, con una gasatura fine e cremosa. Non è una birra facile al primo sorso, ma se ti lasci andare, ti racconta tutto di Sauris: il prosciutto, la montagna, il fumo dei camini d’inverno. Abbinala a un brasato e capirai perché esiste.

Un’altra finestra sul territorio è la Ribò di Gjulia, una birra che incorpora mosto di Ribolla Gialla dell’azienda Altùris. Il mosto è il liquido dolce ottenuto dalla cottura del malto con acqua, la base di ogni birra. La Ribolla Gialla è un vitigno autoctono friulano, coltivato sulle colline del Collio e dei Colli Orientali: aggiungerlo alla birra è un gesto che parla di territorio in modo diretto, quasi dichiarato. Il risultato è una birra agricola friulana con una complessità inaspettata, fruttata e leggermente vinosa.

Accanto a questi stili originali, le birre del Friuli includono anche interpretazioni locali degli stili più diffusi. La Pale Ale è una birra chiara ad alta fermentazione, moderatamente luppolata. L’IPA, India Pale Ale, porta invece una luppolatura intensa, con amaro e profumi erbacei o agrumati. La Blanche, di frumento, è leggera e fresca. Il Friuli non ha inventato categorie nuove, ma ha dato a quelle esistenti un’identità territoriale precisa: il luppolo ha aromi diversi, l’acqua ha mineralità diversa, il birraio ha una storia diversa.

I birrifici che conosciamo: cosa ordinare e perché andarci

Partiamo dai posti che conosciamo direttamente, perché è da lì che nascono i consigli che vale davvero la pena leggere.

Birra di Meni l’abbiamo incontrata per la prima volta alla Fiera Primaverile degli Uccelli a Sacile, in aprile, ed è stata una bella sorpresa. Le birre sono davvero buone: la Durgnes, una lager speciale, è morbida e piacevole, di quelle che finisci senza accorgertene. La Grava, una IPA, è profumata e bilanciata, senza quella nota amara aggressiva che a volte spaventa chi si avvicina allo stile per la prima volta. Il birrificio artigianale offre una visita guidata con una presentazione da parte del proprietario. Aperto solo su prenotazione: un motivo in più per organizzarsi e andarci.

Antica Contea merita una visita per le birre e per l’atmosfera. La taproom è accogliente, con qualcosa di diverso rispetto alla maggior parte dei birrifici: non c’è servizio al tavolo. Arrivi, scegli, ordini al bancone, paghi e poi ti siedi dove vuoi. Il prezzo della birra è onesto, più basso di molti altri posti. Sulle birre: la Gorzer è una Helles, lo stile lager chiaro e pulito di tradizione bavarese, ma non è una Helles qualsiasi: ha presenza, profumo, ed è beverina in modo quasi irresistibile. La Contessina è una Session IPA a 3,8%, molto buona e leggera, perfetta se vuoi restare lucido ma non vuoi rinunciare al sapore. Il Kidnapped, la loro Pacific Pale Ale, è una di quelle birre che ordini la seconda volta ancora prima di finire la prima.

àgro è un agribirrificio a Giais di Aviano, piccolo ma sempre pieno di gente, il che dice tutto. D’estate si può stare fuori, in uno spazio all’aperto molto gradevole. Alla spina ci sono sei birre: Blanche, Lager, Saison, APA, Red Ale e Stout. Noi ci torniamo soprattutto per la APA e per la Stout, che è stagionale e non sempre disponibile, ma quando c’è vale il viaggio. Il tagliere di prodotti locali è ottimo: uno di quegli abbinamenti che non devi pianificare, viene da solo.

Agribirrificio Borgo Decimo ad Azzano Decimo è il posto dove si beve e si mangia bene, senza pensarci troppo. Il pulled pork è speciale. Le birre sono sempre affidabili: la Valchiria è una Helles molto buona, la Rebus e la Malasorte sono quelle che ordini quando non vuoi scegliere e sai che andrà bene comunque. Per chi ama le birre più strutturate: la Granidoro, una Belgian Strong Ale e la Neris, una Porter, birra scura con note di caffè e cioccolato, sono due ottimi motivi per tornare.

Birrificio Naon a Porcia offre visite guidate al laboratorio per gruppi piccoli, massimo sei persone, con degustazione di sei ricette e abbinamenti con crostini preparati al momento con ingredienti del territorio. Il tipo di esperienza che trasforma una visita in un ricordo.

Villa Chazil a Nespoledo ha una sala degustazione con dieci tipologie di birra e la possibilità di fermarsi a mangiare prodotti a chilometro zero. Uno di quei posti che metti in lista e poi ci torni.

Abbiamo raccontato anche altri birrifici friulani in un articolo precedente: Garlatti Costa, Birrò e Luppolo Verde li trovi nell’articolo sulla birra artigianale in Italia. Ci sono poi birrifici che vogliamo raccontare più a fondo: Valscura a Sarone di Caneva, Wild Raccoon a Udine e Forum Iuli a Cividale del Friuli, posto moderno e curato con birre sempre affidabili. Ci torneremo presto.

Il Friuli brassicolo è ancora tutto da raccontare

Il Friuli Venezia Giulia non è una regione da sfogliare in una lista. È una regione da percorrere, fermandosi nei posti giusti, chiedendo al birraio cosa sta fermentando, assaggiando qualcosa che non conoscevi ancora.

A breve su BeersAndTips.it troverai i profili dei singoli birrifici, con dettagli su come visitarli e cosa ordinare. Ogni articolo approfondirà quello che questo panorama ha solo abbozzato: la storia di un luogo, il profilo di una birra, l’incontro con una persona.

E tu, qual è il birrificio friulano che ti incuriosisce di più? Faccelo sapere: i consigli migliori nascono sempre da chi conosce un posto che non abbiamo ancora scoperto.

Un brindisi al Friuli!

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